12 gennaio 2013 0 Comments Category: Bambini in barca

Comandante, quando si arriva? Cosa fanno i bambini in barca? Quante domande!

La domanda che più spesso mi sento rivolgere da grandi e piccini quando si salpa per la prima tappa della vacanza in barca a vela è : “Skipper, quando si arriva?” . La partenza per la prima tappa, avviene subito dopo le presentazioni di tutti gli ospiti e soprattutto,  dopo aver fatto la cambusa giornaliera e aver imbarcato tutta la frutta possibile visto che spesso è un’alimento molto gradito ai piccoli. Non so se sia il mare, il navigare, lo stare all’aria aperta ma i bambini in barca adorano mangiucchiare frutta, li vedi spesso scendere la scaletta che li porta sotto coperta e rifarsi vivi in pozzetto con manciate di chicchi di uva , albicocche o slive (prugne in croato) .

bimbi in barca a velaPresto si giunge alla tappa mattutina che li coinvolgerà subito con un bagno nelle trasparenti acque della Croazia e, appena comprendono di essere alla meta, si nota un’assembramento sullo specchio di poppa alle ricerca di pinne boccagli e maschere generando un allegro vociare che anima il silenzio di quelle  baiette in cui trovi due o tre barche al massimo.

Ben presto il vociare si trasforma in un turbinio di strilli, risate e schizzi che lentamente si attenua per far spazio al rumore di tuffi o di “guardami papà” dei più arditi che, anziché lanciarsi da poppa, decidono di saltare dalla prua o dai passavanti in coperta .

Mi rimane giusto il tempo per preparare degli spuntini che vanno letteralmente a ruba quando tutti, risaliti a bordo, vi si lanciano molto volentieri e magari scendono sotto coperta a fare nuova incetta di frutta.  A volte, quando scendono giù e mi trovano o in cucina o al tavolo da carteggio mi fanno anche domande davvero simpatiche.

Ricordo Matteo che si avvicinò mentre stavo preparando il pranzo e mi chiese :  “comandante ma te sei nonno?? ” ed io tentando di nascondere sotto i baffi una risata rispondo “ Sì,  questo anno ho avuto 46 nipotini a bordo “ inutile neppure tentare  di descrivere la faccia che Matteo fece alla mia risposta, ma ricordo benissimo la sua quasi fuga in pozzetto per raccontare il tutto alla mamma.  Capii subito che ne aveva parlato dalle risate che scoppiarono tra gli adulti e quando scese mi disse “Io che numero sarei ???”

Succede con gli skipper delle altre barche con cui si naviga in flottiglia, che si decida di organizzare per la sera una bella caccia al tesoro e per evitare di essere spiati siamo costretti a riunirci in due o tre in un tender lontani da orecchie sempre molto attente come d’altronde   lo sono quelle dei bimbi pure a casa loro …

All’ormeggio, la sera,  collocati nei punti strategici delle barche  ed a terra tutte le indicazioni per una allegra caccia al tesoro, formiamo le squadre, compresa anche una squadra dei vecchi, quella dei genitori e ovviamente quella più favorita dei bambini, e si da inizio alla caccia. Iinutile raccontare di questi mini-sciami di bimbi che si aggirano freneticamente per le barche ed a terra, non esitando a chiedermi suggerimenti o risposte.   Resto inflessibile con tutti limitandomi a piccolissimi suggerimenti ai piccolissimi partecipanti,  dopo varie risposte ai spesso complicati quesiti il gioco termina con una bella scorpacciata di dobloni e caramelle per i vincitori e un prosecchino per la squadra che arriva ultima…

indovinate chi  non vince mai….!

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