4 dicembre 2012 0 Comments Category: Bambini in barca

Bimbi a bordo. Come i bambini vivono l’esperienza della vacanza in barca a vela. Parte I

I bambini, al momento d’imbarcarsi li vedi,  in prima linea in banchina, spesso con il loro zainetto sulle spalle e una sacca ai loro piedi. Hanno uno sguardo tra il curioso e il timoroso ma poi sempre prevale la curiosità. Spesso basta un nostro sorriso o il piccolo aiuto nell’arduo primo passaggio sulla passerella per rompere l’imbarazzo. I bambini salgono a bordo e sono i primi a cui facciamo vedere la loro cabina. Si limitano a lasciare nelle cuccette i loro non sempre piccoli bagagli e cominciano ad osservare questo nuovo mondo che spesso è la prima volta che vivono.

Ci sono i timidi che si aggirano al seguito dei più intraprendenti, ci sono quelli che si ambientano subito  e comunque, dopo poco, sento qualcuno che mi chiama :“Comandante!! dove sono le canne da pesca ? si può fare il bagno qui in marina? Possiamo salire sul gommoncino ? come si accende la Play Station?”

Ti piovono addosso tutte queste domande e capisci che la nuova “ciurma” sta prendendo possesso della barca a vela e dei suoi spazi che presto divengono i loro spazi di gioco. Ecco che, la loro cabina, inizialmente ordinata, diviene una accozzaglia di scarpe da ginnastica , ciabatte variopinte e spesso scompagnate, le cuccette si trasformano in un deposito di costumini e magliette… ma è giusto cosi, quello è il loro spazio e nessuno può metterci bocca!

Nulla di più sbagliato  è scandire il tempo in barca, imporre regole da rispettate. Il ritmo in barca a vela è definibile come una “successione  di accenti” intendendo per accento come un  susseguirsi d’intensità o di enfasi. Questo vale per gli adulti, per i bimbi a bordo no .

Loro vivono l’esperienza in barca come una effettiva crescita, un modo di vita che impone davvero delle semplici regole a cui non si deve derogare, ma che consente il contatto istantaneo con ciò che li circonda e li sfiora. Un mondo diverso dagli schemi che conoscono e quindi tutto da scoprire.

Per molti, anche la semplice esperienza di una colazione seduti a tavola senza l’incalzare dello scuola bus che aspetta o senza le urgenze del mattino cittadino, infonde tranquillità. La fetta di pane e marmellata preparata da un genitore in barca, ha un sapore diverso. Assume un gusto differente, sa di calma, di affetto, di cura e soprattutto ha il sapore della gioia che nasce dall’avere  i propri genitori vicini, accanto per tutta la giornata e tutta la vacanza.

I bambini vivono la vacanza in barca a vela con la felicità di sapere che i genitori vivranno con loro questa esaltante avventura e saranno a loro disposizione per il gioco e non per i doveri dello studio studio o a le tante altre cose poco gradevoli della città.

Sono proprio i bambini, i primi ad abituarsi, pur senza imposizioni, ai tempi della barca perché i più predisposti a staccarsi dalle abitudini consuete e spesso sono proprio loro che spingono il papà e la mamma a lasciare a terra i ritmi della città.

E pensare che sono proprio i genitori a preoccuparsi, prima di salpare, se e in quanto tempo i loro figli si abitueranno alla barca!

Continua…

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